Ogni tempo ha il suo fascismo!

Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando e distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti sottili modi la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine.

Primo Levi

Cominciarono con gli zingari

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht

Posto fisso: l'importanza di chiamarsi Fornero

di Alessandro Robecchi da www.micromega.net

Siccome dei tanti posti (fissi e fississimi) del professor Monti abbiamo già detto (qui) e non vorremmo diventare monotoni, ecco un’altra edificante storia di ministri tecnici che ci ricorda l’importanza di avere una famiglia unita e (possibilmente) non precaria.
La ministra Fornero, per esempio. ForneroNaturalmente ha un posto fisso, è docente ordinario di Economia Politica all’Università di Torino. Come suo marito Mario Deaglio, docente di Politica Economica all’Università di Torino. E come anche la figliola, professore associato di Medicina. Dove? All’università di Torino (bravi, avete indovinato, ma non si vinceva niente, nemmeno un dottorato…), dove insegna da quando aveva trent’anni (oggi ne ha 37). Ora, naturalmente non c’è niente di male se tre persone della stessa famiglia lavorano nella stessa università, a parte il fatto che uno potrebbe anche pensar male… Naturalmente saranno tutti bravissimi, per carità, e come è noto qui si premia il merito… soprattutto il merito di chiamarsi Fornero/Deaglio. Già, perché la figliola di posti fissi ne ha addirittura due: uno all’università di mamma e papà (famiglia unita, dicevamo), e l’altro come responsabile della ricerca presso la HuGeF, che è un’importante Fondazione che si occupa di genetica. Per arrivare a quel posto lì bisogna essere bravi davvero, non c’è dubbio, ma chissà, magari di bravi ce ne sono tanti! E allora, oltre a essere bravi, potrebbe aiutare il fatto che la Fondazione è stata creata dalla Compagnia di San Paolo, di cui mamma era vicepresidente (uff, coincidenze!), finanziata dall’Università di Torino dove lavorano papà e mamma (uff, coincidenze!) e nel cui consiglio direttivo sedeva il rettore dell’università di Torino, un tale Francesco Profumo che ora è diventato ministro nello stesso governo di mamma Fornero (uff, coincidenze!).
Naturalmente questa è solo cronaca, e non ci permetteremmo mai (mai!) di avanzare sospetti di nessun tipo. Del resto, molto spesso anche i figli degli operai fanno gli operai, o, al massimo, i precari o i disoccupati, e per di più si ostinano a stare aggrappati ai loro privilegi, tipo l’articolo 18…

(6 febbraio 2012)